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sabato 10 dicembre 2011

Massima del giorno prima

"Esiste un Vangelo superiore: il Vangelo del Dolore".
 Giovanni Paolo II

venerdì 25 novembre 2011

Fiore di Scozia

Di Stefania Auci
Scozia, 1745. Qualunque cosa accada, io ti aspetterò. Con questa promessa Deirdre ha detto addio ad Alexander alla vigilia della rivolta giacobita guidata da Carlo Stuart. La guerra, tuttavia, distrugge insieme ai sogni di indipendenza degli Scozzesi anche le speranze dei due innamorati. Tornato ad Aberdeen, Alexander scopre infatti che Deirdre ha sposato un altro uomo, il lealista Sean, e che ha reciso ogni legame con il passato. Ma è davvero così? Oppure è stata costretta a quelle nozze? Alexander si ritrova ad affrontare un nemico più insidioso di quelli incontrati sul campo di battaglia. E a combattere per la sua vita e per quella della donna che ama.   

Il romanzo si lascia leggere bene, lo stile dell'autrice è cristallino, limpido, fluido e lineare.
E questo non si può negare.
La storia non presenta molto punti innovativi: c'è un lui , una lei, un nemico e un evento che li separa. Direi una struttura molto classica ( eccetto che per la Location e la ricostruzione storica accuratissima).
Piccola parentesi:quando si leggono molti romance in fondo, la cosa si sà già. Le storie a lungo andare sono tutte uguali.
La capacità di una autrice è quella di rimescolare i "soliti" ingredienti e dare una cornice diversa allo stesso quadro.

Tratto da "Anobii"

giovedì 20 ottobre 2011

Massima del giorno prima
"L'amore è la più bella di tutte le frustrazioni, perchè è
di più di quanto uno possa esprimere".
Charlie Chaplin

lunedì 10 ottobre 2011

Diario Postumo

"Lei sola percepiva i suoni dei miei silenzi.
Temevo a volte fuggisse il tempo ostile mentre parlavamo. Dopo di chè ha smarrito la memoria ed ora mi ritrovo a parlare di lei con te, tra spirali di fumo che velano la nostra commozione. Ed è questa la parte di me che trovo mutata: il sentimento, per se informe, in quest'oggi che è solo di rimpianto".
Eugenio Montale

Perchè queste parole suscita...
no in me tanta amarezza?
Mi toccano come se toccassi una comune cosa. Non mi dà emozioni particolari, ma sento una grande solitudine.
I miei perchè avranno una risposta?
D'inverno spesso vado al mare a guardare la spiaggia argentata. Solo il fatto che in quella stagione anche il colore del mare e della sabbia cambia mi da tristezza.
Perchè questo pezzo mi ricorda questo?
Cosa ho vissuto da accreditare questo capoverso all'odore del mare d'inverno, i suoi colori e il vento?

domenica 11 settembre 2011

Domenica di settembre dei Malavoglia...

La sera era triste e fredda; di tanto in tanto soffiava un buffo di tramontana, e faceva piovere una spruzzatina d'acqua fina e cheta: una di quelle sere in cui, quando si ha la barca al sicuro, colla pancia all'asciutto sulla sabbia, si gode a vedersi fumare la pentola dinanzi, col marmocchio fra le gambe, e sentire le ciabatte della donna per la casa, dietro le spalle. I fannulloni preferivano godersi all'osteria quella domenica che prometteve di durare anche il lunedì, e fin gli stipiti erano allegri della fiamma del focolare, tanto che lo zio Santoro, messo lì fuori colla mano stesa e il mento mento sui ginocchi, s'era tirato un pò in qua, per scaldarsi la schiena anche lui.
Giovanni Verga

giovedì 8 settembre 2011

I Malavoglia

I Malavoglia è il titolo del romanzo più famoso di Giovanni Verga, diventato un testo obbligatorio per l'educazione scolastica è attuale anche per chi ama i classici della nostra letteratura.
La trama
Ambientato ad Arci Trezza (vicino Catania) ,tra il 1863 e il 1878, narra in quindici capitoli la vicenda di una famiglia di pescatori, composta da padron 'Ntoni, il nonno, dal figlio Bastianazzo, marito di Maruzza, della La Longa, e dai cinque nipoti 'Ntoni, Luca, Mena, Alessi e Lia (la famiglia Malavoglia). Per migliorare le condizioni economiche della famiglia, padron 'Ntoni compra un carico di lupini da rivendere in città e si indebita con zio Crocifisso (l'usuraio del paese). Ma la "Provvidenza", la barca che trasporta il carico naufraga: Bastianazzo muore e i lupini vanno perduti.
Da questa disgrazia deriva una serie di sventure: sfuma il fidanzamento di Mena con Brasi Cipolla, figlio di un ricco proprietario terriero; Luca muore durante la battaglia di Lissa (3° guerra d'Indipendenza nel 1866); La "Provvidenza" naufraga nuovamente.
Per pagare il debito padron' Ntoni cede la casa del "nespolo" (detta così per un albero di nespole che si trova nel cortile) e la famiglia va in affitto nella casa del macellaio. Intanto Maruzza muore di colera e il giovane 'Ntoni affascinato (durante il servizio militare) dal lusso e dal "progresso" della città di Napoli va a cercare fortuna a Trieste. Ritornato più povero di prima, comincia a predicare l'uguaglianza sociale izzato da don Franco (un replicano rivoluzionario), e a frequentare l'osteria della Santuzza, in combriccola con i peggiori tipi del paese, Rocco Spatu e Cinghialetta. Intanto il brigadiere don Michele corteggia la giovane Lia. una notte 'Ntoni, sorpreso nel contrabbando di sigarette, accoltella don Michele ed è condannato a cinque anni di carcere. Lia scappa dal paese e si darà alla prostituzione a Catania. Mena, disonorata dalla sorella, rinuncia a sposare compare Alfio.
Padron 'Ntoni muore in ospedale ucciso dalla fatica e dal dolore. Solo alessi, continuando il lavoro del nonno, riesce a riscattare la casa del "nespolo" e a sposare Nunziata, una compagna d'infanzia. Uscito dal carcere 'Ntoni ritorna nella casa paterna. Ma poichè si è ribellato a quel destino e a violato le norme morali della famiglia, capisce di essere uno sradicato e, dopo l'ultimo addio, riparte per sempre.

domenica 28 agosto 2011

Massime del giorno prima
La stella cadente è il buon Dio che perde i capelli.
Anonimo