Vota il mio blog

sito

venerdì 13 aprile 2012

Mafalda

Fin da piccola il personaggio di Mafalda mi incuriosiva molto, la incontravo sulle copertine dei quaderni, sulle pagine dei diari con battute che a volte non capivo, ma che me la rendevano incredibilmente simpatica. Quando sono diventata più grande mi sono dedicata a Mafalda sotto un altro punto di vista, ho scoperto che è argentina e da qui che è nato il desiderio di svolgere una tesi sul fumetto, un linguaggio che nelle scuole viene spesso trascurato, concentrandomi maggiormente sulla traduzione e sui problemi culturali che si possono incontrare traducendo un fumetto come Mafalda, considerato impegnato perché analizza con senso critico e con umorismo la realtà politica e sociale dell’Argentina e del mondo degli anni Sessanta e Settanta. Il traduttore deve infatti conoscere accuratamente la cultura che emette il testo, come i giochi di parole e le onomatopee, l’ironia e i rimandi intertestuali all’attualità.
Mafalda è stata tradotta in venti lingue e pubblicata su riviste e quotidiani di tutto il mondo. Ogni lingua ha adattato alla realtà del proprio Paese l’umorismo e la critica di Quino, mantenendo uguali alla lingua di partenza i valori che possiamo definire universali e cambiando ciò che non avrebbe permesso la comprensione ai lettori che non vivevano a Buenos Aires. Come ha affermato Quino in un’intervista realizzata da una giornalista del Correo de la UNESCO (Luglio 2000).
Contrariamente ad altri fumetti completamente staccati dalla realtà, che dipingono scenari fantastici, Mafalda è inserita nella sua epoca e presenta al lettore una visione dettagliata della società argentina e della storia mondiale che è necessario conoscere per capire il senso di molte vignette.
Il primo capitolo di questa tesi infatti è volto a spiegare i momenti della storia su cui Mafalda si concentra maggiormente, prima quelli che interessano tutto il mondo caratterizzati dal clima di tensione dato dalla Guerra Fredda, poi quelli che interessano l’Argentina, gli anni post-peroniani, analizzando anche gli aspetti sociali e culturali che caratterizzano la vita di Mafalda e dei suoi amici.
Oltre al grande valore artistico e storico, nel fumetto di Mafalda ho trovato una visione del mondo che spesso condivido: sono cambiati gli scenari, i personaggi, le tecnologie, ma anche noi, come negli anni Sessanta, viviamo in un mondo mosso ancora dagli stessi meccanismi, dalle guerre, dall’economia e dagli interessi dei più potenti. Di fronte a tutto ciò molti giovani reagiscono proprio come Mafalda, sono disorientati, provano rabbia, ma hanno anche molta speranza di poter cambiare il mondo. Il primo a preannunciare la somiglianza tra Mafalda e le generazioni future è stato Umberto Eco nel testo Mafalda, o del rifiuto, che apparve come prefazione al testo Mafalda la contestataria edito da Bompiani nel 1969, dove dichiarava:
In Mafalda si riflettono le tendenze di una gioventù irrequieta, che qui assumono l’aspetto paradossale di un dissenso infantile, di un eczema psicologico da reazione ai mass media, di un’orticaria morale da logica dei blocchi, di un’asma intellettuale da fungo atomico. Siccome i nostri figli si avviano a diventare -per nostra scelta- tante Mafalde, non sarà allora imprudente trattare Mafalda col rispetto che merita un personaggio reale.
(Quino 1994:8)
Il secondo capitolo tratta la biografia di Quino in relazione alla nascita della bambina dai capelli neri a cespuglio, gli occhi grandi e il naso a patata. Le prime pubblicazioni di Quino risalgono al 1954; dieci anni dopo farà la sua comparsa la bambina ribelle su Gregorio, supplemento umoristico della rivista Leoplán, che pubblicherà le prime tre strisce.
Il terzo capitolo vuole illustrare i principali personaggi del famoso fumetto, i bambini. Viene data loro una descrizione che emerge dalle loro azioni e dalle loro battute, delineando le loro caratteristiche psicologiche, i loro ideali e il rapporto che intrattengono con Mafalda. Vengono presentati in ordine di apparizione. La prima è Mafalda che appare per la prima volta il 29 Settembre 1964, seguono Felipe, Manolito, Susanita, Miguelito, Guille e Libertad. Brevemente poi vengono descritti anche gli adulti, personaggi secondari che compaiono con meno frequenza, si esprimono poco e non combattono più per un futuro migliore, ma sono impegnati a vivere la loro quotidianità e materialità.
Il quarto capitolo, dedicato al fumetto, ne analizza brevemente le caratteristiche, la sua multimedialità e quanto questa renda difficile il ruolo del traduttore, che deve essere abile a rispettare, oltre al codice verbale, quello visivo. Verrà descritta la funzione del baloon e le difficoltà traduttologiche che esso comporta, date soprattutto dal problema della dimensione della nuvoletta: il traduttore deve trovare un metatesto della stessa lunghezza del prototesto per non modificare il baloon. Un’altra caratteristica propria del fumetto è la forte presenza di onomatopee, parole che imitano dei suoni. Analizzerò alcuni esempi del fumetto di Mafalda, dove non sono state usate le ormai universali onomatopee inglesi, ma delle parole spagnole, per vedere come il traduttore le ha volte in italiano.


Questo elaborato ha come principale obiettivo concentrarsi sui problemi culturali che si presentano al traduttore impegnato a volgere il fumetto di Mafalda dalla lingua originale all’italiano, infatti il quarto capitolo prosegue analizzando cultura e traduzione, due concetti strettamente legati tra loro. Infatti il traduttore, essendo mediatore culturale, ha il compito di trasportare un messaggio da un sistema a un altro, cioè da una cultura a un’altra. Compiendo questa attività il traduttore deve riportare nella cultura ricevente il messaggio dato dal testo originale, cercando di limitare la creazione di residuo traduttivo. Oggetto delle strisce di Mafalda sono per lo più fatti di attualità, riferiti alla realtà politica e sociale argentina e internazionale. Spesso i riferimenti sono impliciti poiché, a causa della censura, all’autore non era concesso riferirsi esplicitamente alla politica. La specificità delle strisce ha creato non pochi problemi ai traduttori, che si sono trovati a dover gestire enormi residui linguistico-culturali. Nella traduzione italiana, per esempio, che non ha creato particolari problemi linguistici (salvo la difficile resa dei deittici), non sempre è stato possibile mantenere i rimandi alla realtà socio-politica del lettore modello di Quino, soprattutto a causa della distanza culturale; perciò la versione italiana risulta più povera di rimandi culturali specifici e quindi di più facile lettura, con un intento umoristico più marcato rispetto all’originale. Tuttavia, nonostante i continui riferimenti spaziali, temporali, culturali, l’opera di Quino è oggi più attuale che mai: le strisce presentano alcune situazioni e realtà (la povertà, i pregiudizi razziali, il contrasto e le disparità sociali) che erano attuali quarant’anni fa e che continuano ad esserlo, poiché tendono a ripetersi e non si riesce, o non si vuole, trovare una soluzione.

CONTESTO STORICO E POLITICO
Il mondo di Mafalda
Mafalda non è soltanto un nuovo personaggio del fumetto: è forse il personaggio degli anni Settanta.
(Quino 1994:8)
Così iniziava Umberto Eco il testo Mafalda, o del rifiuto che apparve anonimamente come prefazione al volume Mafalda la contestataria edito nel 1969 da Bompiani.
Joaquín Salvador Lavado Tejón, in arte Quino, autore di Mafalda rappresenta e commenta il panorama politico, economico e sociale dell’Argentina e del mondo degli anni in cui le sue strisce vengono pubblicate su varie riviste: gli anni Sessanta e Settanta. Per comprenderne appieno il valore storico e culturale è necessario conoscere il contesto in cui i personaggi sono inseriti: un periodo di tensioni e di incertezze sia a livello mondiale, sia nella realtà argentina.
La guerra fredda
Fin dalle prime strisce di Mafalda il lettore si trova di fronte a numerosi riferimenti alla situazione di conflitto non bellico tra due blocchi internazionali categorizzati come Ovest (gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO) ed Est (l’URSS e i suoi alleati del Patto di Varsavia).
Tratto da Web

Nessun commento:

Posta un commento